DEBUTTO TEATRO ACACIA
NAPOLI 9 FEBBRAIO 2026
THE DUBLIN BOY Oscar Wilde
Per gli studenti della Scuola Secondaria di I e II Grado
SINOSSI
In un futuro prossimo, all’interno di un liceo tecnologicamente all’avanguardia, un gruppo di studenti partecipa a una lezione sperimentale: grazie a un innovativo sistema basato sull’intelligenza artificiale, è possibile ricostruire digitalmente le coscienze dei grandi autori del passato. Così uno di loro grazie al suo talento informatico riesce a portare in vita Oscar Wilde.
Ma qualcosa va oltre ogni aspettativa. Durante l’attivazione, Wilde non si manifesta come un semplice ologramma, bensì si materializza fisicamente. È elegante, ironico, affascinato dalla modernità e profondamente critico verso ciò che vede. Resosi conto di essere stato richiamato per istruire i giovani, accetta l’incarico con entusiasmo, trasformando la lezione in uno spettacolo teatrale fuori da ogni schema.
Nella prima parte, Wilde racconta la propria biografia: dall’infanzia in Irlanda agli studi a Oxford, dalla fama nei salotti londinesi al dramma del processo per omosessualità e all’amara reclusione nel carcere di Reading. Ogni tappa è messa in scena dagli attori, tra episodi reali, aneddoti e aforismi che alternano comicità e profondità.
Un malfunzionamento dell’IA porta sul palco i personaggi più iconici delle sue opere: Dorian Gray, Lady Bracknell, Lord Henry, Cecily e Gwendolen. Wilde dialoga con loro in un intreccio surreale tra autore e creatura, tra finzione e verità, esplorando con ironia e malinconia temi eterni come la bellezza, l’identità e la libertà di essere sé stessi.
Nella parte finale, Wilde rompe la “quarta parete” e invita alcuni studenti sul palco, dando vita a un vero e proprio dibattito interattivo. Insieme affrontano le grandi domande che attraversano le sue opere:
Che cos’è la bellezza? L’apparenza vale più della sostanza? L’arte deve provocare o consolare? La società accetta davvero la diversità?
Il finale è intimo e toccante: Wilde incontra sé stesso da giovane, in un dialogo profondo sulle scelte, le rinunce e il coraggio. Quando l’intelligenza artificiale lo richiama “nel sistema”, Wilde saluta il pubblico con la sua ultima, indimenticabile battuta:
“Moriremo tutti, è certo. Ma io, almeno, morirò citandomi.”
Si dissolve nel silenzio, lasciando come epitaffio una delle sue massime più celebri:
“La vita è troppo importante per essere presa sul serio.”
Un viaggio teatrale tra passato e presente, realtà e finzione, per riscoprire Oscar Wilde come non lo avete mai visto: vivo, pungente, necessario.



